Tolkien: Uno sguardo ai Dunedain di Numenor (Parte I)

Dopo il successo della serie TV Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, è giunto il momento di ricordare il noto filologo e professore inglese J.R.R. Tolkien attraverso uno dei popoli da lui creati e a lui più cari. Si tratta dei Dunedain, termine della lingua Sindarin – sempre creata da Tolkien – che significa letteralmente “Uomini dell’Ovest”. Così come ogni popolo creato da Tolkien, anche i Dunedain hanno un’arte, una cultura, una lingua e una religione proprie, e saranno proprio questi i campi d’indagine in cui ci muoveremo per scoprire come questa gente probabilmente viveva nella Seconda Era della Terra di Mezzo. Ne conosceremo la storia, le tradizioni, la vita politica ed i rapporti con le altre culture.

I Dunedain vivono su di un’isola lontana da qualsiasi continente, Numenor, e tutti i rapporti con le altre culture sono avvenuti attraverso il mare. La vita sociale Dunadan è molto tradizionale: gli uomini si occupano di tutte le attività per cui è richiesta forza fisica e dirigono gli affari e la famiglia, mentre le donne si occupano di crescere i figli, di mandare avanti la casa e di tutte le attività ad esse correlate. La discendenza è patrilineare, ossia c’è la trasmissione di doveri e benefici di padre in figlio. Se nella famiglia viene a mancare un discendente maschio, l’eredità passa direttamente al parente maschio più diretto, con la sola eccezione della famiglia reale, dove la figlia primogenita del Sovrano ereditava lo scettro qualora non vi fossero figli maschi.

Venne aggiunta la postilla che la primogenita era libera di rifiutare. In tal caso l’erede del sovrano era il parente più prossimo di sesso maschile, sia di discendenza maschile che femminile. Mentre il marito è al lavoro, la donna si occupa della casa ed educa i figli che, nella maggior parte dei casi, tendono ad intraprendere la stessa professione del genitore (se maschi). Tuttavia non c’è alcun obbligo da parte del figlio, che anzi è libero di scegliere il mestiere che più gli aggrada. Questa consuetudine è, però, più difficilmente applicabile all’erede al trono (se maschio): un erede di sesso maschile, in effetti, poteva immediatamente abdicare a favore del proprio erede naturale, fingendo che avesse il titolo da almeno un anno.

Numenor è organizzata in un regno in cui il sovrano detiene il potere pressoché assoluto: legifera, comanda l’esercito e la flotta, amministra i beni dello stato, ecc… Tuttavia, sin dalla sua fondazione, la casa reale si avvale di un organo di governo: il Consiglio dello Scettro. Esso aveva esclusivamente poteri consultivi nei confronti del Re. Il Consiglio era composto da membri di ciascuna delle circoscrizioni di Numenor; ne faceva parte anche l’Erede del Re, una volta proclamato tale, onde potesse apprendere l’arte di governare il paese, mentre altri potevano essere chiamati a farvi parte dal Re, oppure chiedere di essere scelti, a patto che fossero particolarmente esperti in questioni dibattute in determinate circostanze.

Continua…

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Riccardo S. Scuto

Laureato in storia contemporanea, è nato a Catania, dove risiede. Alterna l'attività di impiegato amministrativo con quella di collaboratore giornalista, blogger e scrittore. Ha pubblicato romanzi fantasy per Caosfera e alcuni racconti in antologie.

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