La geniale versatilità di James Cameron

Conosciamo tutti il grande successo riscosso dal film Avatar, campione di incassi tra il 2009 e il 2010, e non possiamo certo dimenticare un altro kolossal come Titanic, che nel 1997 stracciò ogni concorrenza agli Academy Award, tuttavia fra i due film girati dal celebre James Cameron sono trascorsi una dozzina d’anni: che cosa ha fatto in questo lasso di tempo il regista americano?

Oltre a produrre un paio di progetti, fra cui la serie TV Dark Angel, Cameron si è completamente “immerso” nel ruolo di documentarista! La scelta del termine immerso non è casuale: Cameron ha, infatti, personalmente girato due documentari, entrambi ambientati nelle profondità marine. Nel 2003, dopo sei anni di assenza, Cameron torna sul luogo del disastro del Titanic e, utilizzando le più recenti tecnologie, filma ed esplora parti della nave a cui non aveva potuto accedere durante le sue precedenti visite. Il progetto, denominato Ghosts Of The Abyss, è diventato un vero e proprio film documentario, realizzato da Walt Disney e Walden Media, ed uno dei primi film della Disney ad essere realizzato in IMAX e 3D.

Pochi anni dopo, nel 2005, Cameron realizza il secondo film documentario, Aliens Of The Deep: imbarcatosi a bordo di una nave di ricerca con un gruppo di scienziati russi ed americani, James Cameron studia e riprende dieci dorsali oceaniche e le relative correnti idrotermiche. Il regista documenta, poi, le forme di vita che popolano queste profondità marine ed il loro ecosistema basato sull’assenza della luce solare. Nel documentario è palese la grande passione che Cameron ha per il mare (in cui ha ambientato tre dei suoi film) e per le forme di vita sconosciute, siano esse aliene o terrestri.

In entrambi i film, e anche nel suo primo progetto del 2002 Spedizione Bismarck, Cameron ha di fatto collaudato nuove modalità di fare cinema, non tanto per il tipo di soggetto scelto, ma soprattutto per le tecniche di ripresa innovative utilizzate e, per gran parte, inventate ad hoc. Non possiamo, infatti, non ricordare che in quegli anni Cameron lavorava anche ad Avatar e cercava di trovare il giusto connubio fra tecnologia e cinema che gli permettesse di rendere i Na’vi come lui li immaginava.

A differenza di altri registi ossessionati dal 3D, come Robert Zemeckis, James Cameron ha fatto della sua passione per il mondo sottomarino una chiave che gli permettesse di accedere all’altra sua grande passione, quella del cinema, con un nuovo accento evolutivo: di fatto egli ha reso uno straordinario servigio al mondo della celluloide e, grazie a questo, i suoi documentari sono sempre un passo avanti rispetto a quelli più tradizionali come Earth o Oceani 3D, per citare alcuni dei più recenti!

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