Il medical drama si fa politico con Transplant

Lo scorso Febbraio ha debuttato sugli schermi canadesi di CTV il medical drama Transplant, serie TV creata da Joseph Kay che ha riscosso un ottimo successo di pubblico e critica. Elemento di svolta dello show è sicuramente la trama, che vede un medico siriano arrivare in Canada da profugo di guerra, unendo così l’ambientazione medica a temi di grande attualità come il conflitto siriano…

La storia è, infatti, quella del dottor. Bashir “Bash” Hamed, formatosi nella medicina da campo e ora assunto nel dipartimento di emergenza di uno dei migliori ospedali di Toronto, il fittizio York Memorial Hospital. In questa realtà così diversa dalla Siria dovrà affrontare non pochi ostacoli, a partire dall’integrazione in una nuova squadra, guidata dal Dr. Jed Bishop, e dall’applicazione di pratiche mediche differenti da quelle usate nella medicina da campo. Nel frattempo cerca anche di farsi una nuova vita, lavorando per mantenere sé stesso e la sorellina Amira.

Sicuramente più ancorato alla realtà di molti altri medical drama, Transplant vuole affrontare la questione dell’immigrazione e dei rifugiati calandola in una realtà viva e frenetica come quella del sistema sanitario. Di fatto lo show raccoglie il testimone da Saving Hope, altro medical drama di CTV conclusosi nel 2017, sostituendo all’elemento sovrannaturale quello politico.

La serie è sbarcata anche negli Stati Uniti su Peacock lo scorso 1° Settembre con la sua prima stagione di 13 episodi – NBC ne deteneva i diritti di distribuzione americani sin dal lancio canadese. Nel cast: Hamza Haq (The Art Of More), Laurence Leboeuf (Being Erica), Ayisha Issa (Dark Matter), Jim Watson (Designated Survivor), Torri Higginson (Stargate Atlantis) e John Hannah (Agents Of SHIELD).