Christopher Lee: Non solo conte Dracula!

Christopher Lee, britannico veterano della seconda guerra mondiale, ha interpretato, nella sua lunghissima carriera durata settant’anni, svariati ruoli: dal Conte Dracula, che lo ha reso famoso, a Rochefort, nel ciclo di film dedicato ai quattro moschettieri, e a Sherlock Holmes, passando per Frankenstein, per Saruman, nei film basati sulle opere di Tolkien, e per il Conte Dooku, in Star Wars.

Quest’ultima interpretazione gli è valsa un MTV Movie Award nel 2002 per la miglior scena di combattimento, alla veneranda età di ottant’anni. Il ruolo iconico che forse lo ha reso così amato dal pubblico, però, è stato quello di Saruman nelle trilogie de Il Signore degli Anelli e de Lo Hobbit. Durante il casting, come forse non molti sapranno, si era presentato per il ruolo di Gandalf, ma Peter Jackson lo arruolò subito per interpretare lo stregone degenerato a causa del suo peculiare modo di recitare che lo ha sempre reso un ottimo cattivo da film.

Lee ha recitato anche in TV, persino qui in Italia dove ha avuto la parte del malvagio Azaret nella fiction Sorellina e il Principe del Sogno. Era anche molto attivo, a causa della sua voce profonda, come doppiatore: la sua ultima volta in cabina di doppiaggio per un film live action è stata in Alice in Wonderland, interpretazione che gli è valsa un Teen Choice Award.

Forse non molti sapranno che l’attore inglese era anche molto attivo come musicista. Oltre ad aver interpretato diverse canzoni per film nel corso della sua carriera, Lee è poi entrato in contatto con il mondo della musica metal producendo diversi EP. Il suo primo album metal completo, Charlemagne: By The Sword And The Cross, risale al 2010 e gli è valso uno Spirit of Metal Award.

Concludendo questa breve retrospettiva, non possiamo non far notare come un artista a tutto tondo come Lee, scomparso – per molti prematuramente – nel Giugno 2015, abbia messo al primo posto le passioni della sua vita, sempre sostenuto dalla moglie ex modella, donandoci delle interpretazioni più che meritevoli che – forse – avrebbero meritato un maggiore riconoscimento dal tanto osannato mondo dello spettacolo.

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